
La septaria è una particolare roccia sedimentaria che si distingue per la sua struttura interna caratteristica, costituita da concrezioni argilloso-carbonatiche attraversate da un sistema di fratture poligonali riempite da minerali secondari. Il termine “septaria” deriva dal latino septum, che significa “divisione” o “setto”, e si riferisce appunto alle fessure che suddividono l’interno della concrezione.
Dal punto di vista geologico, le septarie si formano all’interno dei sedimenti marini argillosi o marnosi durante i processi diagenetici, cioè nella fase di consolidamento e trasformazione del sedimento in roccia. Inizialmente si sviluppano concrezioni sferiche o ellissoidali composte da argilla e carbonato di calcio, che si induriscono prima della matrice circostante. Durante la disidratazione e la contrazione del materiale argilloso, si formano delle fratture radiali e concentriche, successivamente riempite da minerali precipitati da fluidi circolanti, come calcite, aragonite, barite, dolomite o pirite.
Dal punto di vista mineralogico, la septaria non è un minerale in sé, ma una roccia composita costituita principalmente da calcite e argilla, con eventuali inclusioni di quarzo, siderite o gesso. La calcite che riempie le fratture forma spesso cristalli ben sviluppati, di colore giallo, bianco o bruno. La parte esterna della concrezione tende ad avere una colorazione più scura e opaca, mentre l’interno mostra tonalità chiare e una lucentezza vitrea o madreperlacea nei punti in cui prevale la calcite.
Sotto l’aspetto chimico, le septarie sono dominate da carbonato di calcio (CaCO₃) e da silicati d’alluminio e ferro provenienti dalle argille. Possono contenere tracce di composti organici e di ossidi metallici che ne influenzano la colorazione.
Dal punto di vista fisico, la septaria è una roccia dura ma fragile, con una densità variabile (circa 2,4–2,7 g/cm³) e una frattura irregolare. È relativamente poco porosa e mostra un comportamento anisotropo a causa della differenza tra la matrice e le venature mineralizzate. Le septarie sono apprezzate non solo per l’interesse scientifico, ma anche per il loro valore estetico, poiché, tagliate e lucidate, rivelano disegni naturali suggestivi simili a mosaici o reti geologiche.
