Galleria Giuseppe- Magic Places

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GIUSEPPE BERTOLINO

INSONDABILI PROFONDITA' DELL'ANIMO E DELL'UNIVERSO
 

"Dal mare al cielo": potremmmo usare questo titolo per connotare nella loro globalità le opere presentate da Giuseppe Bertolino, chiaramente alludendo ai quattro elementi principi dell'universo, che vi sono raffigurati, l'acqua, la terra, l'aria, il fuoco.

Significativa siffatta scelta tematica, tale da ribadire una costante del nostro artista, il partire cioè da una rappresentazione panica o cosmica, per dar voce ad un'interiorità riflessiva, spesso inquieta, tormentata, che nella valenza emblematica trova il suo più sottile e insieme compiuto esplicitarsi.

Peraltro, in questa mostra i motivi che sono peculiari di Bertolino e della sua interiorità ritornano in opere che segnano, dal canto loro, una tangibile evoluzione tecnica ed ispirativa.

Si consideri l'adozione di soggetti nuovi, le profondità marine, in primo luogo, il cui liquore e trasparenza esercitano una suggestione profonda, al pari della straordinaria vitalità che scaturisce dalle onde quando si frangono in bianchissima spuma. Altro soggetto del tutto inedito è il cosmo, del quale l'artista avverte soprattutto l'ampio, avvolgente respiro, il mistero, l'immensità che schiaccia rendendo impossibile ogni esplorazione, donde un senso di malinconia per la pochezza dell'uomo, per i suoi invalicabili limiti. Pure la tematica precedente dei campi è reinterpretata con un elegante e sintetico linearismo, che esalta il flessuoso e ritmico movimento della vegetazione, mentre per altre raffigurazioni paesaggistiche e naturali è adottato un rosso deflagrante.

In un porsi fra il contemplativo e l'onirico, il meditativo e il fantastico, Bertolino sviluppa l'originaria radice naturalistica e figurativa nella direzione dell'informale, nel cui ambito un ruolo essenziale è assolto dalle cromie intensissime e dalla loro trattazione, densa di materia e, nel contempo, dinamica nella stesura e nell'andamento, sì da creare anche suggestivi e mutevoli effetti luministici ed illusioni di grande profondità. 

Il simbolo è sempre presente, in primo luogo nell'uso delle tinte: se il verde è il colore del mare e della vegetazione, quindi della vita, il blu cupo viene identificato con la notte e, quindi, col buio, con la tristezza, per cui è usato per comunicare uno struggimento intimo, profondissimo; il viola, altresì, è il colore dello sconforto più glaciale, mentre il giallo è il massimo della luce e, quindi, della positività; i rossi, da parte loro, hanno tutta la violenza e il calore del magma, la sua forza esplosiva. Assai eloquente, altresì, è il rifiuto del nero come cromia in sé: lo scuro è ottenuto con la lavorazione dei blu, dei gialli, dei rossi.

Carichi di simboli sono pure le immagini e il loro comporsi.                     
Ritorna la solitaria figurina maschile vista di spalle, che, come si intuisce, osserva, cerca, riflette, sogna, si interroga. In essa Bertolino identifica se stesso, con i suoi turbamenti e il suo bisogno (insoddisfatto) di risposte, di certezze. E' importante, comunque, che il tenero "omino" guardi avanti a sé, o che, con un luminoso abito giallo, addirittura si libri in volo, appeso ad un grappolo di palloncini, che sono anche sfere cosmiche, o che divenga un piccolo Arlecchino che danza in cielo: l'artista, a far da contraltare alla profonde venature pessimiste del suo carattere, pone questa professione di fiducia, che ribadisce attraverso altre tematiche, quali le piante. Sia che esse crescano nelle profondità del mare o verdeggino nei campi, rappresentano il continuo rinnovarsi dell'esistenza, il suo resurgere. Lo stesso dicasi per i fiori, i quali, per lo più sono significativamente gialli o rossi. Ritornano le sfere, che già comparivano sullo sfondo di tante tele. Certo, sono legate al tema cosmico, ma nel contempo riprendono motivi cari all'artista: nel loro apparire remote e misteriose rappresentano i sogni, mentre l'essere figure geometriche perfette simboleggiano una ricerca, un'ansia di perfezione. 
Informale e figurativo surreale si coniugano in tele il cui fascino e la cui efficacia comunicativa risaltano pur nella dimensione media e medio piccola. Il che costituisce un'ulteriore prova della loro qualità.

Di resurgere si è parlato sopra: è doveroso (oltre che gradito) concludere la nostra presentazione, sottolineando come Bertolino applichi questo concetto non solo alle sue opere, ma anche all'uomo e che nel nome di un riscatto e di una rieducazione che l'arte può aiutare e favorire, abbia riservato molte energie a dar lezioni di pittura ai carcerati forlivesi. Perlomeno meritorio!

29 settembre 2001

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